Chiara ci ha mandato un post con foto della cena fatta per salutare l’amica Chiara. Quante Chiara!
La sveglia suona relativamente presto questo sabato: è difficile alzarsi all’indomani di una serata di festa, ma c’e’ una cena da organizzare per salutare un’amica che rientra in Italia! La scelta del menù questa volta è ricaduta su uno dei piatti più classici della nostra tradizione, la pasta al forno, che racchiude tutti quei sapori di una memoria tramandata di madre in figlia e fatta di ingredienti semplici. Quando si è lontani dalla propria città e dai volti delle persone a noi care, si impara a recuperare l’importanza per le piccole cose, per quei dettagli che hanno accompagnato la nostra infanzia e che ora rendono speciali dei cibi, non tanto per la soddisfazione del palato, ma per il carico affettivo che portano. La nonna di Chiara le raccontava sempre che la pasta al forno veniva riservata per i giorni di festa, perché quando lei era giovane “c’era la guerra e non avevamo niente”, ma per le occasioni speciali la famiglia si riuniva attorno alla tavola imbandita con la tovaglia, quella bella, come diceva lei, quella ricamata a mano dalla sua mamma e si apriva anche la bottiglia del vino buono, frutto della vendemmia degli anni precedenti.
Chiara sfornella in cucina con la musica del suo cd preferito di sottofondo, mentre Alberto, tra una chiacchiera e l’altra, ruba qualche assaggio di ragù. Poco dopo sono raggiunti da Erica, che insegna loro a preparare le castagnole: quale dolce migliore nel periodo di carnevale? Sono semplicemente deliziose e, come con le ciliegie, una tira l’altra.
La cena è quasi pronta, tutti sono ormai seduti ai loro posti, le bottiglie di vino stappate e la festa ha inizio. Perché sono questi momenti caratterizzati dal piacere dello stare insieme che fanno sì che l’allegria di una cena non si sfumi con il passare dei giorni, ma resti sempre presente nella memoria, come quando la nonna di Chiara era giovane.
